#474

La Dona vede per strada una signora attempata che trasporta la sua spesa appesa ad una vecchia bici che spinge a piedi, evidentemente per evitare spiacevoli incidenti.  La signora non è esattamente l’emblema della bellezza matura: capelli corti e pettinati forse in una vita precedente;  vestaglietta da casa a fiori multicolore con colletto e profilo maniche azzurri; ciabatte bianche e intolleranza verso l’umanità tutta a giudicare dall’espressione al passaggio di qualsivoglia mezzo.
La signora le ricorda due simpatiche protagoniste di una trasmissione di cucina che era un appuntamento fisso per La Dona’s Family ma di cui non ricorda il titolo e di cui non esiste più traccia in tv. Le signore inglesi, grasse, brutte e goffe preparavano menù tipicamente inglesi in posti bellissimi e in situazioni particolari: per il pranzo dopo la partita a polo, per la festa di chi lo sa nel castello di non lo so e cose così.
Unico appiglio per cercare qualche video è che nella traduzione del titolo veniva riportato “due grasse signore inglesi” quindi La Dona che difficilmente si fa fermare da simili banali difficoltà si pone alla ricerca di notizie.
Google.”Due grasse signore inglesi cucina”. Invio.
Ecco quello che ne è esce è quantomeno curioso: link a siti porno in cui si tratta di culoni di donne grasse e mature o di uomini secchi per donne enormi, siti di diete dimagranti e siti di arredamento.

Che le due grasse signori inglesi si siano date mercato del porno dopo essersi date al mercato della cucina e aver realizzato di avere quattro soli spettatori in Italia?

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#473

La Dona lavora da mesi come cuoca nella cucina di una comunità. E nelle cucine si sa si usano fuochi e forno per tutto  tempo. E si sa che il fuoco scalda. Scalda. Scalda. E si sa che in una stagione come l’estate si preferisce mangiare prosciutto e melone perché fa caldo e si preferisce evitare cibi caldi ma che in una comunità non si può fare. Quindi siccome La Dona non vorrebbe morire davanti a un forno nella sua divisa bianca con cappellino ha scelto di tagliare i capelli corti corti. A lei piacciono anche se una donna con i capelli corti corti non è ben vista pare.
Ieri sera il La Dona figlio suonava un un evento, nel comune di residenza, e La Dona con il La Dona marito sono andati ad ascoltarlo. Lui con calzoni corti e T shirt e lei con i suoi capelli corti corti.
Evento nel comune di residenza? Si ritrovano vecchie conoscenze.
-Ciao! Ma quanto tempo…oh che taglio tattico!
-Ciaoooo ma ci fai qui???? Hai tagliato i capelliiii!!!
-Ciao! Oh ma che bravo il La Dona figlio…diventa un uomo eh?! Ma hai tagliato i capelli corti…
Come sta La Dona? Sta bene e si è ricordata del motivo per cui non fa cose e non vede gente.

#472

“Matematica questa sconosciuta”, questo il motto del La Dona figlio, costretto ad affrontare l’esperienza esami di riparazione a settembre.
La Dona cerca sul sito del Comune di residenza i nominativi delle persone disponibili a dare ripetizioni nel Progetto riparazione, perlopiù studenti superiori e universitari. Ne escono una decina di “papabili”.
La Dona inizia a chiamare. Sono le 9:45 del mattino. Il sole è già alto e, si sa, il mattino ha l’oro in bocca.
Primo numero. La Dona compone. Squillo libero. Libero. Libero. Nessuna risposta.
Secondo numero. La Dona compone. Squillo libero. Libero. Libero. Parte segreteria telefonica Wind.
Terzo numero. La Dona compone. Squillo libero. Libero. Libero. Parte segreteria telefonica Tim…e poi Vodafone…e poi ancora Wind…e poi ancora Vodafone…e poi rispondono…rispondono?
Voce maschile.
-Buongiorno, mi chiamo La Dona potrei parlare con Sara per cortesia?
-Ha sbagliato numero, mi spiace.

Ah ecco a La Dona pareva strano.
La Dona si chiede che futuro spetti a una generazione che vive di notte,  dorme di giorno e quando l’oro in bocca al mattino bussa al cellulare gli chiedono di lasciare un messaggio in segreteria. O addirittura nemmeno si sprecano ad aprire.

#471

Tempo di saggi e concerti. Nella stessa giornata alle ore 11  concerto del La Dona figlio al Museo Diocesano di Brescia e alle 16:30 saggio di danza di fine anno in provincia di Brescia.
-Madre,  domenica dovrò essere alle 14,30 al teatro per prepararci. Alle 16,30 poi c’è lo spettacolo.
-Cavolo…speriamo che il La Dona figlio finisca tutto entro quell’ora…ma sì dovremmo starci tranquillamente.
– Al limite posso stare a casa e mi faccio accompagnare dal nonno poi voi arrivate alle 16:30 da Ocesano.
-…Ocesano???

No. Non è vero.

#470

La Dona è afflitta dalla nascita da una rara sindrome genetica ereditaria ai canali del potassio,  che non ha cura ma per la quale da ormai venti anni assume un farmaco che in realtà nasce per un’altra patologia. Recentemente il neurologo che la segue dalla diagnosi le ha proposto di provare una nuova cura, anche questa nata per altro ma che agendo sui canali del potassio dovrebbe essere quella giusta. Il nuovo farmaco si chiama Trobalt e il burlone La Dona marito lo ha prontamente ribattezzato Trombalt. Naturalmente La Dona, molto burlona pure lei, ne ha adottato il nuovo nome e dovendo preparare un biglietto per la dottoressa per la prescrizione lo ha scritto  su un post-it, affidando al consorte il compito di riscriverlo e portarlo all’ambulatorio. Ma si sa che i consorti hanno la memoria corta come le gambe delle bugie,  e il La Dona marito scorda il compito; temendo ritorsioni delega a La Dona figlia il compito di trascrivere la richiesta , con nome e cognome della madre e ringraziamenti finale. Dimenticando naturalmente di avvisare la La Dona figlia che il farmaco si chiama Trobalt. Non Trombalt.

La Dona non sa che cambiare dottoressa o incolpare subdolamente la pargola.

#469

La Dona figlia ha una parvenza di ketchup nel piatto al termine della cena.  Aggiunge ad esso un paio di cucchiai di acqua e inizia a mescolare meticolosamente. La Dona che non vuole si giochi con il cibo la riprende poi però fa una considerazione con il La Dona marito:
– Certo che lei adora fare intrugli. Chissà, stasera potrebbe scoprire che questo intruglio serve per…la demenza senile.
La scienziata in erba continua a mescolare aggiungendo piccoli frammenti di tovagliolo di carta e alla fine fa il suo spot:
-VOLETE DIVENTARE DEMENZA SENILE? ECCO A VOI LA CURA CHE VI SERVE. TA DA!

#468

La Dona, costretta al riposo dopo un infortunio sul lavoro, spesso fa brevi sonnellini tra una serie televisiva e l’altra, tra una piastrella all’uncinetto e una calza ai ferri.  Una vitaccia insomma.
Inaspettatamente durante uno di questi sonnellini squilla il cellulare. Il suo futuro nuovo gestore telefonico necessita del suo numero di carta d’identità per ultimare la pratica. Lei ancora stordita dal brusco risveglio guarda le prime due lettere del documento e cerca di trovare nella sua testa due città che abbiano A e U come iniziale. Il vuoto assoluto. La Dona cerca una qualsiasi parola ma l’unica che le viene in mente è:
-…Austria…uhm…Ungheria (e il numero)
Il tizio dall’altra parte, divertito dalla perplessità de La Dona le dice:
-Tante ne ho sentite ma Austria e Ungheria ancora non mi era capitato!

La Dona racconta a La Dona famiglia il fatto e il La Dona marito suggerisce quali parole avrebbe potuto dire, banali città, Aosta e Udine, oppure termini anatomici, Aposifixifoide e Uretere. La Dona figlia non può non dire la sua:
-Avresti potuto dire Africa “E”Urasia.

#467

La Dona e la di lei figlia si “scontrano” entrando/uscendo da una stanza. La piccola tira un urletto da preadolescente come se avesse visto un essere spaventoso.
-AH CHE SPAVENTO
-Figlia so che son brutta ma non così tanto…
-Non è per quello…è che ti ho visto

Urge la partecipazione a una di quelle trasmissioni dove ti cambiano i connotati. E se serve ti danno dei documenti falsi per rifarti una vita all’estero.

#466

Ora di pranzo. Casa La Dona.
La La Dona figlia gusta le polpette come se fossero un piatto di alta cucina francese:
-Mmmm, che delizia… Insomma sei buona, sei bella, sai cucinare e sai mettere a posto casa. Praticamente sei perfetta!

La Dona nota una discreta dose di ruffianeria e una gigantesca nota di maschilismo. Forse La Dona figlia non è davvero figlia ma semplice conoscente.

#465

-Figlia su alzati, è tardi! Te l’avevo detto ieri sera che avresti fatto fatica a svegliarti facendo così tardi…La sera leoni e poi al mattino…?
-Tigri?